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Garante Privacy (Italian DPA) · Italy · News & press

Smart glasses: European data protection authorities call for stronger privacy safeguards

Original title: COMUNICATO STAMPA - Smart glasses, i Garanti europei: servono maggiori tutele per la privacy

AI-generated summary

European data protection authorities, including Italy's DPA, adopted a statement on smart glasses warning that their use poses significant risks to personal data protection, particularly when recording images and conversations without people's knowledge. The statement provides preliminary guidance to users, manufacturers, and service providers on potential risks and clarifies that users engaging in public sharing or professional activities may be data controllers with GDPR obligations. Authorities recommend transparency measures like visual and acoustic indicators, proximity notifications, and technical safeguards including continuous recording limits, face blurring, and restrictions in sensitive locations.

From Garante Privacy (Italian DPA)

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COMUNICATO STAMPA - Smart glasses, i Garanti europei: servono maggiori tutele per la privacy

Smart glasses, i Garanti europei: servono maggiori tutele per la privacy

Gli smart glasses offrono nuove opportunità, ma il loro utilizzo può comportare rischi significativi per la protezione dei dati personali, soprattutto quando consentono di registrare immagini e conversazioni all'insaputa delle persone. Occorrono maggiori garanzie per tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli individui.

È quanto sottolinea il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) in una dichiarazione adottata dalle Autorità europee di protezione dati, tra cui il Garante italiano, nel corso dell'ultima riunione plenaria che si è conclusa oggi 14 ottobre 2026 (per l’Italia erano presenti la vicepresidente del Garante Privacy Ginevra Cerrina Feroni e il dirigente Riccardo Acciai).

Il documento fornisce indicazioni preliminari a utenti, produttori e fornitori di servizi, sensibilizzando sui potenziali rischi connessi all'utilizzo di questi dispositivi.

Gli smart glasses sono dispositivi indossabili, simili a normali occhiali, dotati di telecamere, microfoni e sistemi di intelligenza artificiale. Possono essere utilizzati per telefonare, tradurre conversazioni in tempo reale, assistere persone con disabilità o documentare eventi. Ma possono anche consentire registrazioni occulte, trasmissioni in diretta sui social e forme di riconoscimento facciale o vocale, con rischi particolarmente elevati in luoghi sensibili come ospedali, scuole, spogliatoi e ambienti di lavoro.

Nella dichiarazione, la rete delle Autorità europee per la Privacy chiarisce ruoli e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. L'utilizzatore che impiega gli occhiali per attività esclusivamente personali o domestiche non è soggetto al Regolamento europeo (GDPR). Diversamente, chi diffonde immagini su profili social pubblici o utilizza i dispositivi per attività professionali può assumere il ruolo di titolare del trattamento, con i relativi obblighi. Anche produttori e fornitori di applicazioni o servizi, compresi quelli basati sull'IA, possono essere titolari autonomi o contitolari quando determinano finalità e mezzi del trattamento. In questi casi non possono trasferire sugli utenti i propri obblighi, inclusi quelli di trasparenza.

Particolare attenzione è dedicata proprio alla trasparenza: chi si trova nelle vicinanze deve poter riconoscere quando viene ripreso o registrato. Il Comitato raccomanda indicatori luminosi e acustici, notifiche di prossimità e caratteristiche che rendano distinguibili gli smart glasses dai normali occhiali. Le misure devono essere efficaci e difficili da disattivare.

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